BRIAGLIA tra mistero e archeologia

 

Briaglia (CN)

I nostri antenati ci hanno lasciato tracce della loro vita e delle loro tradizioni. Tutto è spesso avvolto da grande mistero, ma ricco di fascino e di significato profondo.

Anche la nostra terra, il Piemonte, è ricca di radici storiche che provengono nientemeno che dal periodo megalitico. Pietre e monumenti ricchi di fascino con forti valenze rituali e simboliche.

Non distante da Mondovì, nel piccolo paese di Briaglia, si trova un interessante sito archeologico (lungo il percorso del Sentiero Landandè di cui ho già parlato in un altro articolo). Trattasi dell’Ipogeo pseudo-dolmenico della Casnea, una cantinetta davvero singolare che, una volta l’anno, durante il solstizio d’inverno, regala un fenomeno davvero unico.

pennello-di-luce
pennello-di-luce

Quando il sole sorge dalla collina circostante (h 8.25 circa), i suoi raggi penetrano nella cavità e la illuminano fino alla parete finale, formando un pennello di luce che cambia in circa due ore fino a scomparire quando il sole si alza.

raggio-di-luce
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Un fenomeno unico e misterioso, come ancora alquanto misteriose sono le funzionalità di questa grotta, dentro la quale sono stati anche ritrovati oggetti e materiali non provenienti dalle nostre vallate, ma probabilmente trasportati fin qua per particolari funzioni.

stalattiti
stalattiti

La grotta è scavata al fianco di una dorsale, scendendo di pochi metri dalla piazza principale del paese in direzione dei Laghetti. Chiusa da un cancelletto per evitare che vi si addentrino curiosi e la rovinino, si può osservare da fuori, ma per poter entrare e vederne l’effetto di cui sopra occorre partecipare alla camminata e annessa visita che ogni anno il comitato del Sentiero Landandè organizza per l’occorrenza.

pozzo
pozzo

È un corridoio lungo circa 15,90 metri e al suo interno sono presenti due camere a gomito, una sulla destra e una sul fondo a sinistra. Poco dopo l’entrata, a destra c’è un pozzo-cisterna dal quale scaturisce acqua cristallina a circa 6 metri di profondità. Le pareti della grotta sono umide, minuscole stalattiti scendono dal soffitto e altre più unite ornano alcune pareti. Giochi di luce sul soffitto della prima camera generano il cosiddetto “cielo in una stanza”. Minuscole gocce di acqua che brillano come diamanti creano appunto l’effetto del cielo stellato.

il-cielo-in-una-stanza
il-cielo-in-una-stanza

Ci sono ancora molte cose da scoprire, misteri da svelare, ma sicuramente uno straordinario patrimonio che ci permette di viaggiare nel tempo alla scoperta del passato.

Se si vuole vedere altro si può visitare il museo allestito nella chiesa sconsacrata adiacente a quella parrocchiale. All’interno si trovano spiegazioni dettagliate e storia del sito, dei ritrovamenti e altre curiosità, nonché antiche “pietre” dalle strane forme e oggetti vari.

raggio-di-luce
raggio-di-luce

Sapevate che…alle pendici del Monviso, nel vallone Bulè (Oncino) a circa 2600 metri di quota, veniva cavata la “giadeite”, la pietra più dura conosciuta nel Neolitico. Si tratta della cosiddetta “pietra verde” con la quale si producevano le “asce” più pregiate della old-Europa.

Il Monviso è una cattedrale di pietra che i latini conoscevano come “Mons Vesulus”. L’antico dio “Eso” o “Esus” , era una divinità transalpina che presiedeva le foreste, il lavoro dei campi, la guerra, e l’ascia era il suo attributo. Il nostro amato Viso era un monte sacro. La forma delle asce ha inoltre un’altra storia….probabilmente gli antichi abitanti delle nostre zone avevano visto un fenomeno atmosferico molto raro (lo Spettro di Brocken) che si è potuto “catturare” il 12 ottobre 2010 alle ore 17.50, proprio da Briaglia. Apparentemente dietro il massiccio si è generata un’ombra grande come una piramide tre volte la montagna proiettata in cielo.

La foto è tratta dal Museo “Mondo di Pietra” di Briaglia, per info visitare il sito del Comune o www.sentierolandande.it 

spettro-di-brocken-museo-briaglia
spettro-di-brocken-museo-briaglia

E per i più romantici…

Osservando l’arco alpino da Briaglia si noterà che: durante il solstizio d’inverno il sole tramonta a sinistra della Bisalta e durante il solstizio d’estate a destra del Monviso. Se si traccia un arco immaginario che unisce il “percorso” del sole, le due montagne si uniscono. Ed è così che  Vesulo (il Monviso) sposò Pessima (la Bisalta) che amò molto…(mons. Germanio Anastasio, Sale delle Langhe 1600).

E ora, non resta che attendere il prossimo solstizio!

 

 

Chiara Magliano
Informazioni su Chiara Magliano 30 Articoli
Insegnante della scuola primaria. Amo la montagna, lo sport, le camminate a contatto con la natura. Mi piace immortalare con uno scatto le mie emozioni.