Ascesa: 930 mt
Altitudine di partenza: 980 mt
Distanza: 15,30 km
Tempi: circa 5 ore e 30 minuti escluse le soste
Data escursione: 15 dicembre 2018
Ad anello: no
Scala delle difficoltà escursionistiche:
GRADO CAI (Club Alpino Italiano) F (Facile) – Itinerario con ciaspole (racchette da neve)
GRADO CAS (Club Alpino Svizzero) WT1 – < 25°. Nell’insieme piatto o poco pendente . Non ci sono pendii ripidi nelle immediate vicinanze
ACCESSO IN AUTO E LOCALITA’ DI PARTENZA:
Da Borgo San Dalmazzo si prosegue per la strada che conduce nella valle Gesso. Superato Valdieri, subito dopo si lascia a sinistra il bivio per Entracque e si prosegue fino a Sant’Anna di Valdieri dove, superata la fontana, al termine del paese, si lascia l’auto nel parcheggio, vicino alle paline per il rifugio.
NOTA PERSONALE: un percorso semplice per una escursione poco impegnativa ma particolarmente affascinante per il paesaggio innevato che può essere contemplato durante tutta la camminata. Il rifugio si trova nel vallone della Meris ed è collocato, ad una quota rialzata, sulle sponde del lago inferiore della Sella. Si consiglia di fare l’escursione con neve sicura e compatta.
ITINERARIO
Già da tempo si voleva raggiungere il rifugio Livio Bianco durante la stagione invernale per ammirare lo stesso paesaggio che avevamo già visitato durante la stagione estiva.
Le previsioni del weekend positive, anche se le temperature minime con valori sotto lo zero, ci hanno permesso di organizzare questa interessante escursione, attraverso il vallone della Meris, fino al rifugio Livio Bianco a quota 1890 mt.
Lasciata l’auto, intorno alle ore 9.20, nel parcheggio adiacente all’inizio del percorso, iniziamo fin da subito il percorso con una moderata salita che attraversa dapprima parte della borgata e poi si inoltra nella faggeta.
Proseguiamo sulla parte destra del torrente e ci accorgiamo fin da subito che le temperature nella notte sono state davvero basse per la notevole presenza di neve ghiacciata, anche se in poca quantità, e per la curiosa formazione di cascate di ghiaccio in alcuni tratti del sentiero.
Risalendo lungo la faggeta e superando i primi tornanti la quantità di neve aumenta a vista d’occhio pur mantenendo un’ottima consistenza tale da non decidere di indossare le ciaspole da neve.
Il paesaggio intorno a noi è sempre più affascinante e coinvolgente per la presenza di neve che copre oramai tutto il sentiero, pur non essendo presente alle quote più alte sul versante esposto a sud.
Il percorso continua ad essere caratterizzato da tratti senza neve e passaggi ghiacciati fino a quota 1450, da dove inizia la presenza massiccia della neve fino al Gias del prato 1529 mt che porta alla nostra vista il pianoro prima dell’ultima salita verso il rifugio.
Notiamo con stupore che la consistenza della neve mantiene sempre la stessa intensità e questo ci permette facilmente di camminare solo con i nostri scarponi. Superate sul ripiano alcune case reali del Parco a quota 1750 mt circa, proseguiamo mantenendo la destra e dopo aver superato i punti che sarebbero stati critici in presenza di neve instabili, giungiamo alle pendici dalle quali possiamo ammirare la cascata del soprastante lago Sottano della Sella.
Prima di raggiungere il ponticello, prospiciente il lago stesso, la neve inizia ad avere minore consistenza ma sempre comodamente calpestabile con i soli scarponi.
Superato il ponticello raggiungiamo in pochi minuti il rifugio che acquista un fascino particolarmente coinvolgente. Decidiamo si superare il rifugio, visitate la parte invernale che troviamo ostruita da uno strato di neve ghiacciata, per poi proseguire sul crinale soprastante per scattare alcune foto sul lago completamente coperto da ghiaccio e neve.
Ritorno per via d’ andata.
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