Partenza: Limonetto (CN)
Dislivello complessivo : 1665 mt
Quota massima: Bec Baral 2130 mt
Distanza : 14 km circa
Difficoltà: BS
Questa mattina nella “piana” c’è la nebbia e l’umidità entra nelle ossa. Fiduciosi in qualcosa di meglio più in alto, partiamo e raggiungiamo il parcheggio di Limonetto.
Percorriamo la stradina asfaltata ma coperta di neve che oltrepassa il paese , superiamo i Tetti Matlas e giunti ai Tetti Liset , svoltiamo a sinistra risalendo i pendi sovrastanti, tenendoci a fianco del boschetto.
La giornata quassù è a dir poco spettacolare, con il cielo di un azzurro intenso e con il sole che sta iniziando a riscaldare le nostre mani infreddolite.
Superato il bosco, vediamo di fronte a noi l’anticima della Giosolette. Svoltiamo quindi a destra, risalendo il pendio per poi spostarci sulla sinistra e, con alcuni zig-zag, procedere sulla sommità dell’anticima.
Il maestro batte senza sosta la neve ed io, dietro, cerco di tener il suo passo, anche se non è così semplice.
Penso praticamente di essere giunta al termine, quando scopro invece che dobbiamo ancor percorrere l’ultimo tratto in cresta, ben più ripido dei precedenti. Passo dopo passo giungiamo in vetta alla Cima delle Giosolette (2214 mt) e qui l’aria si fa nuovamente più frizzantina!
Come in tutti i posti in cui sono stata, quello che ho intorno rappresenta l’immensità del creato.
A sinistra il Monte Ciamoussè. Poi intravediamo il forte centrale ed il Pepino. Più avanti la cima della Fascia e del Marguareis.
Oltre, la Rocca dell’Abisso, il Frisson, la Bisalta, il Re di Pietra e tante altre ancora: insomma, un ottimo punto panoramico.
La discesa è fantastica, c’è la famosa “farina” e finalmente riesco a divertirmi anch’io, compiendo degli otto incrociati con quelli eseguiti dagli altri componenti del gruppo.
Ovviamente, proprio perchè oggi abbiamo fretta e ci attendo il corso Artva organizzato dal Cai di Cuneo, non ci lasciamo mancare un’altra vetta!
Calcolando bene i tempi dovremmo farcela, per cui, in fretta e furia, giunti nei pressi della borgatina più in basso, seguiamo le indicazioni per il Bec Baral e perveniamo nel vallone aperto del Matlas.
Da qui è possibile scorgere bene il Bec Matlas e l’anticima del Bec Baral divise da un colletto.
Saliamo la prima parte, tenendoci in mezzo al vallone e poi spostandoci sulla destra, perveniamo nei pressi del colletto. Rimaniamo in cresta e raggiungiamo dopo gli ultimi sforzi la vetta dove è presente una madonnina “nera” su un piedistallo in pietra.
Come prima, anche da quassù, la vista è da mozzafiato: oggi si può distinguere tutto il gruppo del Rosa ed il Cervino, mentre in pianura si constata la presenza di una fitta nebbia.
In discesa ci buttiamo nel “canalone” e noto subito che la neve è diversa da quella che abbiamo trovato alla cima Giosolette. Non c’è più farina, ma la neve si presenta più compatta.
In ogni caso bella discesa anche questa, soprattutto perché ogni giorno che passa sto prendendo un po’ di confidenza con i famosi “assi”.
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